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Chi ha paura del Marketing Sanitario?

chi ha paura del marketing sanitario?

Ho una paura folle dei dentisti: anche l'intervento più semplice mi fa sudare freddo e il minimo fastidio mi fa pregare per un anestetico. Insomma, sono un pessimo paziente.

Fortunatamente la mia dentista è - oltre che capace - lei stessa molto paziente.

Qualche giorno fa, mentre sudavo e pregavo, per distrarmi un poco ho cominciato a parlare (in modo più o meno comprensibile) di lavoro - il mio e il suo - e la discussione ha preso strade interessanti.

Innanzitutto, c'è spesso un grosso timore da parte di chi lavora nel settore sanitario e si occupa della salute altrui, che lanciarsi nel mondo della comunicazione possa essere controproducente.

Se la comunicazione è fatta male, certamente è così. Eppure la comunicazione - e più a monte il marketing - è oggi, anche in ambito sanitario, indispensabile per restare sul mercato.

Ma da dove viene questa diffidenza?

LA COMUNICAZIONE PER LA SALUTE IN ITALIA

Gli italiani e la Salute hanno da sempre un rapporto particolare: cresciuti con quella pubblica, perlopiù gratuita, storciamo il naso di fronte a chi cerca di "vendercela".

Negli ultimi anni però le cose sono cambiate e, a causa di uno stato sociale sovraccarico, il mercato della salute (mi fa uno strano effetto anche solo scriverlo) è diventato parte della quotidianità.

La domanda per la salute privata è aumentata e, di conseguenza, l'offerta.

In pochissimo tempo, un settore in cui tradizionalmente la comunicazione commerciale è sempre stata sporadica (e comunque non molto ben vista) si è trovato a fare i conti con le regole del marketing.

Tuttavia non si è, per fortuna, abbandonata l'idea che i servizi sanitari e in ultima analisi la salute non siano comuni prodotti da commercializzare, ma abbiano una dignità diversa.

E così anche il marketing si è trovato a fare i conti con le regole della Sanità: le persone non sono clienti, bensì pazienti, e la salute non è un prodotto qualsiasi come potrebbe essere un detersivo o una macchina.

Da un anno e mezzo mi occupo di marketing digitale in questo settore, e la mia percezione è che di fronte a politiche troppo aggressive in tema di salute, l'italiano mostra i denti.

Ma come si fa a distinguersi, senza fare promozione?

DISTINGUERSI VUOL DIRE FARE LA DIFFERENZA

Questo è il punto: oggi non basta più essere bravi (conditio sine qua non), ma occorre comunicarlo, e comunicarlo in modo che non somigli a un'offerta commerciale.

Il punto di partenza per una comunicazione di questo tipo è la costruzione del proprio brand, come professionista o azienda, passando necessariamente per la creazione e diffusione di valore, attraverso contenuti utili e interessanti per i pazienti.

Le persone sono molto interessate al proprio benessere, e prestano attenzione volentieri a contenuti di qualità che - quelli sì - dovranno spiccare per forma o contenuto dal resto di ciò che circola sul web e fuori.

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